Nel 1895 la Canottieri Olona, fondata soltanto l’anno precedente, organizzò una gara di nuoto nelle gelide acque del Naviglio Grande, proprio in concomitanza con i famigerati tre giorni della merla. Si presentarono 7 impavidi che sfidarono il freddo sulla distanza di 150 metri. Il pittoresco avvenimento contribuì in maniera non trascurabile a diffondere il nuoto, disciplina in quegli anni ancora poco praticata. Le piscine scarseggiavano, erano stati creati i primi bagni pubblici e il solo luogo cittadino deputato all’attività natatoria, all’infuori dei Navigli e del corso dei fiumi, era rappresentato dai Bagni Diana, che erano privati e avevano un costo non accessibile a tutti. Con quella iniziativa era nato il cimento invernale, che si sarebbe protratto con alterne vicende fino agli anni ’60. Nel frattempo il nuoto era diventato disciplina olimpica e aveva raccolto numerosissimi praticanti arrivando ad essere uno degli sport più seguiti. Insieme al cimento invernale altre gare natatorie si sarebbero susseguite sulle acque del Naviglio.

Le più antiche e forse per questo più importanti si tennero a partire dal 1913: le Popolari di nuoto. Grazie al contributo prezioso di un archivista della Gazzetta dello sport Luca Condini, siamo in grado di ricostruire la prima edizione di quella competizione, nota anche come coppa Scarioni, dal nome del suo ideatore. Il 20 Luglio 1913 Milano – con lei Torino, Venezia, Genova, Firenze, Roma, Napoli e molte altre città – ospitò un evento natatorio senza precedenti, una vera e propria festa dell’acqua. In città, quella domenica, 319 nuotatori si misurarono sulla distanza di 500 m. La novità era rappresentata dal fatto che la competizione era aperta a tutti, giovani e meno giovani, dilettanti e improvvisati, nuotatori provetti (pochi) ed esperti (ancor meno).

Le diciannove batterie si svolsero dalle 7.30 alle 14 nei pressi della cascina Restocco, lungo via Lodovico il Moro. La gara di finale, che vide impegnati 35 nuotatori, si svolse sulla distanza di 1000 metri ed ebbe luogo nei pressi della Darsena di Porta Ticinese. Alle eliminatorie presero parte atleti in rappresentanza di società sportive come l’Olona e la Milano ma anche cosiddetti atleti “liberi”, rappresentanti un’istituzione cittadina, un ente benefico o anche soltanto un piccolo circolo.

Con il passare degli anni le Popolari, ormai definitivamente note come Coppa Scarioni, crebbero di numero: si passò dai complessivi 1600 concorrenti del 1913 ai 9420 del 1932, quota record mai più superata. La principale “invenzione” di Scarioni fu quella di ovviare alla carenza cronica di impianti sportivi, nella fattispecie di piscine, di cui Milano soffriva a quei tempi. Nel frattempo infatti i Bagni Diana erano stati chiusi e la sola alternativa ai Navigli era rappresentata dal Bagno al ponte delle Gabelle, costruito a Porta Nuova nel 1910. Nel 1938 le città coinvolte nella competizione furono la bellezza di 410, ma a quel punto era già diventata una competizione strutturata, dalla durata più lunga, che prevedeva eliminatorie cittadine, provinciali, regionali e infine la finale nazionale che si svolgeva ogni anno in una località diversa.